Uomo/donna

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Sintesi della Voce Uomo/donna – vol.14 dell’Enciclopedia Einaudi 1981, pp.796-813 – curata da MAURICE GODELIER

Se è vero che i rapporti di parentela possono funzionare direttamente come rapporti di produzione (cfr. modo di produzione), rendendo possibile il controllo delle risorse, l’organizzazione dello sfruttamento della natura e la redistribuzione (cfr. produzione/distribuzione) dei prodotti del lavoro, si deve dire anzitutto che questa non è una situazione generale e che i rapporti di produzione, soprattutto nelle società di classe (cfr. classi), si presentano e funzionano al di là dei rapporti di parentela. La famiglia, quando è unità di produzione e di consumo diretto, soggiace ad ambedue i tipi di rapporti, anche nei paesi socialisti in cui la subordinazione della donna all’uomo permane perché l’economia domestica continua ad essere a carico delle donne.

Al di là di queste osservazioni vale un principio «naturale» (cfr. maschile/femminile, natura/cultura), che la fertilità delle donne (cfr. sessualità, nascita), garanzia della sopravvivenza della specie e del gruppo, è il fenomeno centrale del rapporto uomo/donna, ottenuto attraverso i meccanismi delle «proibizioni» e delle discriminazioni (cfr. discriminazione): basta pensare al divieto dell’incesto e alla falsa matriarcalità delle società matrilineari. La subordinazione della donna quindi è a tre dimensioni: economica (cfr. economia, reciprocità/ridistribuzione, scambio), simbolica (cfr. anthropos, simbolo), ma anche politica (cfr. anche ideologiaservo/signore, esclusione/integrazione), che assumono aspetti e forme del tutto particolari nelle società cosiddette «primitive» (cfr. caccia/raccolta, primitivo, selvaggio/barbaro/civilizzato) che pure hanno elaborato forme di uguaglianza a noi sconosciute.