Nov
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Il campo dell’immaginario è costituito dall’insieme delle rappresentazioni che superano il limite posto dai dati dell’esperienza e dalle associazioni deduttive ad esse legate. Ciò significa che ogni cultura, quindi ogni società, e addirittura ciascun livello di una società complessa ha il proprio immaginario. In altri termini, il limite tra il reale e l’immaginario si rivela variabile, mentre al contrario il territorio attraversato da questa linea di confine resta sempre e dovunque identico, poiché non è altro che l’intero mondo dell’esperienza umana, dagli aspetti più collettivi e sociale a quelli più intimi e personali: la curiosità per gli orizzonti lontani nel tempo e nello spazio, per terre inconoscibili, per le origini degli uomini e delle nazioni; l’inquietudine e l’angoscia ispirate dalle incognite dell’avvenire e del presente; la coscienza del corpo e del vissuto, l’attenzione rivolta agli involontari moti dell’anima, ai sogni per esempio; gli interrogativi sulla morte; le alternanze tra il desiderio e la sua repressione; la costrizione sociale, generatrice delle manifestazioni di evasione o di rifiuto, per mezzo del racconto utopistico ascoltato o letto, per mezzo dell’immagine o del gioco, delle arti della festa e dello spettacolo. Ne consegue che se vogliamo conoscere, attraverso tutti questi temi, l’immaginario delle società lontane da noi nel tempo, o anche nello spazio, non potre fare a meno di tracciare il confine che lo separa dal reale per noi stessi, nella nostra propria cultura.