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«Quando io parlo con una persona umana, cerco con i miei occhi i suoi, prendo contatto con l’espressione della sua faccia, in modo da avvertire che la mia parola arriva al volto che mi sta dinanzi. E attraverso il volto a ciò che vi si esprime: allo spirito che pensa; al cuore che sente; alla persona che là esiste. Leggendo nel suo volto, io afferro le ripercussioni che vi si esprimono: afferro lui stesso» (Romano Guardini, Virtù, 1972).

Gli occhi, lo sguardo e il volto sono modi di essere del corpo vivente radicalmente diversi da quelli del corpo fisico. Il corpo in questione – che non è riducibile al mero organismo (Körper), oggetto di studio delle scienze mediche – è il corpo vivente linguistico (Sprachleib), il soggetto che patisce, che agisce, che pensa. Occhi sguardo volto esprimono affezioni dell’anima e le comunicano all’altro. Tutte le complesse operazioni di empatia, delle quali ci serviamo per accedere all’invisibile – cioè, alla realtà dell’anima dell’altro – passano attraverso lo sguardo. La parte più grande della nostra esistenza cade sotto lo sguardo dell’altro, anche ciò che è più proprio della singolarità dell’ente: l’inattingibile della «cosa ultima» (M.Cacciari) che costituisce l’invisibile (dell’esperienza).

La citazione da Guardini proviene dall’opera più recente di Eugenio Borgna, Le emozioni ferite. L’indice del volume  nella parte dedicata allo sguardo ci servirà per costruire una sorta di ipertesto intorno al quale far ruotare tutte le nostre conoscenze sugli occhi, sullo sguardo, sul volto, ma anche sull’intero nostro sentire. Al di qua e al di là delle emozioni ferite si situerà per noi il discorso sulle emozioni, sulle teorie più recenti e sulle necessarie distinzioni da fare con sentimenti e passioni, perché più chiaro sia il quadro del nostro sentire.

Indice del volume:

Gli orizzonti di senso

I. I linguaggi delle emozioni.
1. Le emozioni che curano.
2. Le emozioni che gridano nel dolore.

II. Il dicibile e l’indicibile.
1. Il tempo della gioia.
2. Le immagini del silenzio.
3. Quando con li occhi li occhi mi percosse.
Mai non l’avrei riconosciuto al viso.
Gli occhi sono la finestra dell’anima.
Gli occhi non solo vedono ma ascoltano.
Gli occhi nella
Giovanna d’Arco di Dreyer.
Gli occhi dell’angoscia e gli occhi della disperazione.
Quando gli occhi si fanno fonte di delirio..
Gli occhi mi sono scintillati.
La visione mistica.
Le esperienze mistiche non sono esperienze psicopatologiche.
Dagli occhi nasce lo sguardo.
La trascendenza degli sguardi.
Il mistero dello sguardo.
Ai confini fra il dicibile e l’indicibile.

4. L’oblio e la memoria.

III. I linguaggi dell’angoscia nella poesia.
1. Negli abissi dell’angoscia psicotica in Hölderlin.
2. L’angoscia come matrice della poesia di Clemente Rebora.

Alla ricerca delle emozioni perdute.

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La prima tentazione che ci prende quando ci ritroviamo a considerare le esistenze infelici di uomini come Hölderlin, Leopardi, Rebora è quella di spiegarcele nei termini di una maturazione personale rimasta incompiuta. Può venire in nostro soccorso, forse, l’opera di Duccio Demetrio, Elogio dell’immaturità. Poetica dell’età irraggiungibile, edita da Cortina nel 1998. Già nella quarta di copertina leggiamo:

Chi avrà mai decretato che l’immaturità debba precedere ogni traguardo adulto? Perché non capovolgere questo luogo comune e pensare a un’immaturità che continui ad alimentare la nostra vita di innocenza e di speranza? L’immaturità non è un venir meno della maturità, il suo lato d’ombra o il suo tradimento, ma una possibile virtù, un tratto umano e psicologico tra i più fecondi. Certo è fondamentale distinguerla dalle pseudoimmaturità che hanno contribuito ad adombrare quanto di positivo le è proprio: è l’immaturità come risorsa che qui si suggerisce di coltivare, abbandonandosi alla sua “leggerezza”, quando troppa maturità ci opprime e ci spegne.

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Il ruolo dello sguardo nel Counseling.

SARA DE CARLO, L’inflessione dello sguardo. Maurice Merleau-Ponty e l’interrogazione sulla Natura

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ALBERTO OLIVERIO, Teoria delle emozioni

MARTHA NUSSBAUM, L’intelligenza delle emozioni

Martin Heidegger e le tonalità emotive fondamentali.

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